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    December 31

    buon anno

    BUON 2007  A TUTTI!!!!
     
    che sia un anno di....quello che volete voi...
    stasera non so ke fare sperando che l'anno prossimo la gente pensi a divertirsi in modo alternativo e non convenzionale...ma anche spero che la gente l'anno prossimo incominci a pensare in modo alternativo e non convenzionale....
     
    BUON GATTO SILVESTRO A TUTTI!!!
     
    sono pazzo lasciatemi stare
    December 28

    no alla pena di morte

    Una sentenza
    nel caos giuridico

    di ANTONIO CASSESE


    L'eventuale esecuzione di Saddam Hussein ha già sollevato un vespaio giuridico. Il tentativo dei suoi avvocati americani di portare il caso davanti alla Corte Suprema statunitense è risibile, perché l'imputato è formalmente sottoposto alla giurisdizione irachena, non americana (i soldati americani garantiscono solo la sicurezza della detenzione).

    Ma il caos giuridico si è scatenato soprattutto in Iraq. Basti dire che nel giro di poche ore Hiwa Osman, uno dei consiglieri del presidente iracheno, ha cambiato più volte opinione circa la necessità che il presidente approvi la condanna a morte dell'ex dittatore, finendo per dire che spetta al Tribunale speciale decidere se l'intervento del presidente è necessario.

    E così la patata bollente è passata dall'Esecutivo nelle mani dei giudici che hanno decretato quella pena. E' poiscoppiato un putiferio circa il termine di trenta giorni, previsto dallo Statuto del Tribunale, entro il quale le condanne sono eseguibili. Secondo alcuni la condanna deve essere eseguita entro trenta giorni, pena la decadenza di tutto il processo (cosa che, se vera, sarebbe davvero stupefacente e contraria ad ogni principio giuridico). Secondo altri, i trenta giorni decorrerebbero comunque dalla "ratifica" del Presidente dell'Iraq, ed inoltre la pena può, non deve essere eseguita entro quel termine.

    Certo, la legislazione irachena è disorganica e contraddittoria. Inoltre lo Statuto del Tribunale speciale è volutamente ambiguo in quanto, in materia di pene, rimanda genericamente alla legislazione irachena, e cioè essenzialmente al codice penale del 1969, che tra l'altro non prevedeva affatto i crimini per cui Saddam Hussein è stato giudicato e condannato, e cioè i crimini contro l'umanità. Il susseguirsi di tesi giuridiche diverse circa l'eseguibilità della pena capitale è in realtà indice di un grave conflitto politico, in Iraq, tra falchi e colombe, queste ultime evidentemente inclini a rinviare nel tempo l'esecuzione, per téma di gravi disordini nel caso Saddam venisse impiccato.

    A leggere le norme pertinenti della legislazione irachena, è chiaro che l'approvazione della pena capitale da parte del Presidente Talabani è necessaria. Infatti, la Costituzione irachena del 2005, all'Articolo 70, prevede tra i poteri del Presidente quello di "ratificare" le pene capitali pronunciate "dalle corti competenti". Mentre il codice di procedura penale del 1971 e la Costituzione del 1990 assegnavano al Presidente anche il potere di commutare la pena o graziare il condannato, dal 2005 il capo dello Stato può solo approvare o meno la sentenza capitale.

    Resta il fatto che la pena non può essere eseguita senza il suo assenso. In mancanza del quale, la pena è sospesa o rinviata nel tempo. Sorge quindi un problema politico: il Presidente Talabani "ratificherà" o farà "ratificare" da uno dei due vice-presidenti la sentenza contro l'ex dittatore, o deciderà invece di rifiutare tale "ratifica", almeno per il momento? E' chiaro che si tratta di una decisione puramente politica, da prendere alla luce di considerazioni relative all'impatto che avrebbe l'esecuzione capitale sulla popolazione irachena e sulla guerra civile in corso, nonché sugli altri Stati. In questo, come in altri casi, il diritto serve dunque solo come pretesto o paravento per scelte politiche.

    Vorrei aggiungere due considerazioni. Anzitutto, l'esecuzione della condanna confermerebbe quanto è fallace l'affermazione della Casa Bianca secondo cui l'impiccagione dell'ex dittatore dimostrerebbe che oggi la "rule of law", e cioè lo stato di diritto, è subentrato alla tirannide ("rule of a tyrant"). In realtà le gravi irregolarità del processo, la violazione dei diritti della difesa e l'irrogazione della pena capitale (vietata da tutti i tribunali penali internazionali) provano che ciò non è vero.

    Inoltre, uno degli effetti deleteri dell'esecuzione capitale dell'ex dittatore consisterebbe nel far cadere tutti gli ulteriori processi previsti per imputazioni molto più gravi. Mi riferisco sia all'uso di armi chimiche contro i curdi iracheni (nel 1988) sia all'uso delle stesse armi contro l'Iran, nella guerra tra i due paesi (1980-88), un fatto quest'ultimo ammesso dallo stesso imputato nelle ultime settimane, nel corso del secondo processo che sta subendo: un'ammissione che dovrebbe indurre a non interrompere quel processo (in cui è accusato di genocidio) o, meglio ancora, ad aprirne un altro, per crimini di guerra.

    Cadrebbe anche il processo per l'aggressione contro il Kuwait (1990) e l'altro per la repressione delle insurrezioni di curdi e shiiti nel 1991. Ora, una delle poche ragioni per cui i processi dei vincitori contro i vinti si possono salvare è che comunque si fa luce su episodi complessi, oscuri e ambigui, accertando fatti controversi e rivelando cose prima nascoste. Con la morte di Saddam, non verrebbe assolta nemmeno questa funzione di chiarificazione storica. Se così è, qualcuno potrebbe chiedersi se allora non sarebbe stato meglio uccidere subito Saddam, al momento dell'arresto. Certo, sarebbe stato un atto gravissimo, ma che avrebbe almeno evitato la farsa del processo.

     

    NO ALLA PENA DI MORTE!!!


    December 24

    auguri:)

    Auguri di Buon Natale a tutti i lettori del mio blog!!!
     
     
     
    ....cioè 2/3 persone
    December 21

    la banda del sogno interrotto

    La banda del sogno interrotto
     
    A Palermo nel cuore del centro c'è un'antica focacceria
    davanti alla Chiesa di San Francesco, si ritrovano sempre lì;
    seduti al tavolo che fu di Sciascia a bere Heineken e caffè
    sono la banda del sogno interrotto di una Sicilia che non c'è
    c'è Isidoro e c'è Simone e Peppe il biondo della Pantera
    Alex De Lisi l'artista da guerra che usa il pennello come una bandiera
    il loro capo Ottavio Navarra è stato eletto e adesso sta a Roma
    si è comprato un vestito decente ma dentro ha ancora più rabbia di prima
    Didilala-hey didilala-hay
    se non sono ancora stanchi non si stancheranno mai
    non li fermano con gli spari, non li fermano con le TV
    sono veri siciliani e non si fermeranno più
    Hanno sfilato in manifestazione, raccolto distratta solidarietà
    hanno pianto Falcone e gli altri, hanno guardato sbarcare i parà
    Volantinato Zen e Acquasanta e non so quanti altri quartieri
    intanto il governo ha sbloccato gli appalti e la mafia riapre i cantieri
    Non so se noi ne avremo il coraggio, se prenderemo la via del nord
    o meglio ancora la via dalle palle e fare in culo a tutti voi
    perchè nella banda del sogno interrotto non sono molti i fortunati
    sono in tutto quaranta persone di cui trentotto disoccupati
    Didilala-hey didilala-hay...

     

    Modena city Ramblers

    Chi avrà veramente le palle???
    Chi avrà veramente il coraggio???
    e chi prenderà la via del nord???
     
    certamente non vogliamo più sentire dire da qualcuno indegno che la mafia fa schifo...
    December 20

    lettera aperta a messengeriani di sinistra

    cari compagni e cari amici,

    spesso ci ritroviamo su questo blog a leggere delle belle notizie di disinformazione, ci ritroviamo a leggere delle notizie di “sinistra”, perché siamo su un blog di “sinistra”. Sembra che le peggiori notizie continuino ad arrivarci e il più delle volte queste notizie non vengono nemmeno riportate dalla “vera” informazione.

    Sembra che da questo maggio non sia cambiato niente, una classe politica è diventata maggioranza e un’altra opposizione…ma nulla sembra essere cambiato.

    Qui non voglio mettermi a criticare in maniera qualunquista il governo Prodi, anche perché è passato troppo poco tempo, perchè resta sempre e comunque un governo amico.

    Il punto è tutt’altro.

    Noi giovani a maggio non speravamo che il Paese tornasse in condizioni economiche favorevoli, noi giovani speravamo a un modo nuovo di fare politica. Speravamo che il bene comune venisse finalmente considerato come il bene primario, e che gli interessi personali venissero meno.

    Speravamo ad un’inversione di rotta, speravamo che il nostro entusiasmo di giovani venisse continuamente fomentato, mentre ci ritroviamo quotidianamente a relazionarci con una classe politica che è la meno peggio.

    Le nostre scelte sono sempre vincolate tra il peggio e il meno peggio!

    Ciò che il governo Prodi ha veramente fatto di sbagliato è creare nella gente comune l’ineluttabilità del male della classe politica, disilludere le persone dalla possibilità di un rinnovamento…ci ha fatto smettere di sognare un mondo migliore.

    A noi spesso ci viene tacciato di andare a caccia di utopie irrealizzabili, e forse purtroppo chi ce lo rimprovera non ha tutti i torti. E avrà sempre più ragione finchè noi non saremmo veramente uniti per far sentire la nostra voce.

    Ciò che dovremmo fare è creare questo spazio come uno spazio in grado d’incidere.

    1)Innanzitutto dovremmo tutti pubblicizzare il più possibile il blog.

    2)Seconda cosa e ancor più importante sarebbe opportuno che creassimo dei gruppi di lavoro, in cui lavorare insieme per creare dei punti qualificanti le nostre richieste, attraverso misure concrete.

    Si dovrà dire quello che state facendo non va bene, vogliamo sia fatto questo.

    3)dovremmo creare delle vere iniziative sul territorio, far sentire la voce della società civile, dire che i partiti attuali non hanno libero potere di agire perché sono sempre dei nostri rappresentanti, e nel momento in cui non ci rappresentano noi dobbiamo essere pronti a farlo notare.

    4)darci un appuntamento fisso da ora al primo maggio per fare un grande raduno di tutti i giovani che vogliono un mondo diverso, un’Italia diversa, un’Italia e un mondo veramente di sinistra, in cui il rispetto dei diritti e la considerazione della dignità umana come valore superiore ad ogni cosa siano riconosciuti.

     

    Se vogliamo impegnarci, se vogliamo agire, se vogliamo trasformare i nostri sogni e le nostre utopie in realtà c’è bisogno di far sentire la nostra voce!

    December 18

    veleno

    Veleno

     

    Il tuo pensiero

    mi appartiene

     

    E sogno

    un ricordo

    ormai svanito

    via dalla mia anima

     

    Vivere

    nell’irreale

    allontanarsi

    e dimenticare

    il reale

     

    Incontrarsi in un sogno

    lungo cent’anni

    e vivere

    sorridere

    amare

     

    E non svegliarsi più…

     

    Sapore d’intenso

    Veleno!

    December 14

    ora servono nuove parole

    MIA DOLCE RIVOLUZIONARIA
     
    Lei voleva la rivoluzione, l'aspettava e diceva di no
    alle mie riflessioni ed ai vari argomenti,
    ai distinguo ad ai tanti però
    Lei credeva in un puro ideale,
    nel riscatto di tutte le masse
    al compromesso borghese e alla pace sociale
    opponeva la lotta di classe

    Alza il pugno, alza il pugno
    mia dolce rivoluzionaria
    Alza il pugno, alza il pugno
    non rinnego la mia vecchia strada
    L'utopia è rimasta la gente è cambiata,
    la risposta ora è più complicata!

    Continuava a parlare d'azione
    di rivolta e di proletariato
    come se in questi trent'anni di storia
    il mondo non fosse cambiato
    Lei sognava la ribellione contro l'impero del capitale
    e scuoteva la testa quando le dicevo
    che servono nuove parole,
    che ora servono nuove parole!

    Alza il pugno, alza il pugno
    mia dolce rivoluzionaria
    Alza il pugno, alza il pugno
    non rinnego la mia vecchia strada
    L'utopia è rimasta la gente è cambiata,
    la risposta ora è più complicata!

    Ho cercato di farle capire
    ma testarda non vuole ascoltare
    "pensare globale agire locale"
    non è uno slogan ma una sfida vitale
    Oggi Contessa ha cambiato sistema,
    si muove fra i conti cifrati
    ha lobby potenti ed amici importanti
    e la sua arma più forte è comprarti,
    la sua arma più forte è comprarti!

    Alza il pugno, alza il pugno
    mia dolce rivoluzionaria
    Alza il pugno, alza il pugno
    non rinnego la mia vecchia strada
    L'utopia è rimasta la gente è cambiata,
    la risposta ora è più complicata!

     

    Modena city ramblers


    December 11

    esami...

    andare ad un concerto prima dell'esame sarà utile???
    questo mi chiedevo qualche giorno fa...e la risposta è stata...
     
    la prox volta vado al concerto...
    e non torno più a reggio
     e me ne scappo con la bandabardò
     in giro per l'italia e per il mondo!!!
    December 08

    La compra vendita

     
    Tra le giunture delle pietre
    si conficca il palo
    e tra la compra e la vendita
    penetra il peccato
     
    Ecclesiastico, 27,2
    December 06

    i partigian

    tempo fa qualcuno ha combattuto perchè noi oggi possiamo esprimere ciò che pensiamo...ma se solo avesse saputo che noi oggi esprimiamo ciò che altri pensano avrebbe fatto lo stesso?
    forse si perchè quell'uomo....come tanti altri....quei partigiani....
    ci AMAVANO!!!
    loro non combattevano per gli ideali...combattevano per l'amore della vita e dell'uomo.
    Combattevano perchè qualcuno aveva negato la vita...aveva negato l'amore...
    e oggi si sta facendo la stessa cosa ma noi si vede...non amiamo come loro...e rimaniamo impassibili di fronte le sofferenze altrui...
    mio fratello è torturato in siria...mio fratello è picchiato nei cpt...mio fratello muore sotto le bombe americane in afghanistan o quelle israeliane in libano.
    Ma noi siamo affetti dalla malattia più brutta del mondo...l'INDIFFERENZA...che uccide l'AMORE!
    Amate rivoluzionari...o ribelli...perchè l'amore e il romanticismo sono la prima virtù dei ribelli e dei rivoluzionari!!!
    Dedico questa canzone all'amor rivoluzionario...hasta siempre!
     
    Al Dievel
     
    In dla basa svein a curès
    Andom a piantar di èlber
    Dop qurant’an e des de galera
    Un om l’è ste tolt dal fang
    E tòti cal pianti ch’i posen servir
    A dèr a c’l om là al respir
    C’al posa campèr duseint an incàra
    ‘Na volta lèber dal suspet

    C’al veint e i usèe i posen purter
    Luntan al paroli ed la veritèe
    C’as sapia in gir che c’l om là eè ste
    Un dievel sol p’r i tedasc

    E se po’ quelchidun dap al dumèla
    L’andrà incàra a tac a sta storia
    Cuntela bein ai vostr anvòo
    La vicenda del comandante diavolo
    Un om c’l’a ciapè el colpi di un eter
    Perché a’n vliva mia de fer la spia
    A gh’è ches cl’ava pèrs quel in dal cor
    Ma mai dal partigian al curag

    C’al veint e i usèe i posen purter
    Luntan al paroli ed la veritèe
    C’as sapia in gir che c’l om là eè ste
    Un dievel sol p’r i tedasc
     
    Nella bassa vicino a Correggio
    andiamo a piantare degli alberi
    dopo quarant’anni e dieci di galera
    un uomo è stato tolto dal fango
    e tutte quelle piante che possano servire
    a dare a quell’uomo il respiro
    che possa vivere ancora duecento anni
    una volta libero dal sospetto

    Che il vento e gli uccelli possano portare
    lontano le parole della verità
    che si sappia in giro che quell’uomo è stato
    un diavolo solo per i tedeschi

    E se poi qualcuno dopo il duemila
    tornerà ancora su questa storia
    raccontatela bene ai vostri nipoti
    la vicenda del comandante diavolo
    un uomo che ha preso le colpe di un altro
    perché non ha voluto fare la spia
    può darsi che abbia perso qualcosa dentro il cuore
    ma mai del partigiano il coraggio

    Che il vento e gli uccelli possano portare
    lontano le parole della verità
    che si sappia in giro che quell’uomo è stato
    un diavolo solo per i tedeschi
     
    A Germano Nicolini, "comandante Diavolo", accusato ed incarcerato per un omicidio che non aveva commesso.
     
    December 04

    il moralismo

    Bush: l'unico modo per sconfiggere l'AIDS è l'astinenza!
    (minkia ke scienziato ke sei!!!)
     
    Guccini:Amo oltremodo parlare male
    fare il maiale con le ragazze
    la pasqua vado in confessionale
    e tutte quante per me vanno pazze
    Perché fra i bene poi non conta l'astinenza
    basta ci sia soltanto l'apparenza
    lalala...

     
    Pierferdinando Casini: "La famiglia è sacra!!!"
    (minkia ke uomo ke sarà...integrò moralmente....)
     
     
    Casini separato, con due figlie, è infatti legato sentimentalmente ad Azzurra, figlia dell'imprenditore ed editore romano Franco Caltagirone. La compagna lo segue nelle cerimonie ufficiali in Quirinale ed è ad applaudirlo alla Camera dopo il suo discorso d'insediamento. La cosa suscita chiacchiericci soprattutto perchè tra i due ci sono vent'anni di differenza.
     
    Silvio Berlusconi: "La famiglia è sacra!!!"
    (Lui invece si... quando è sopra il palco si vede... è un uomo probo e giusto...COERENTE!)
     
    1965.Sposa Carla Elvira Dall'Oglio, genovese, che gli darà due figli: Maria Elvira (che si fa chiamare Marina - 1966) e Piersilvio (1969)
    1980:Conosce l'attrice Veronica Lario, al secolo Miriam Bartolini, che recita in uno spettacolo al teatro Manzoni di >Milano senza veli. Se ne innamora. La nasconde per tre anni in un'ala segreta della sede Fininvest in Via Rovani a Milano. Poi la donna rimane incinta e nel 1984, sempre nel segreto più assoluto, partorisce in Svizzera una bambina, Barbara. Berlusconi la riconosce. Padrino di battesimo, Bettino Craxi.
    1985. Berlusconi divorzia da Carla Dell'Oglio e ufficializza il legame con Veronica, che gli darà altri due figli: Eleonora (1986) e Luigi (1988). Le seconde nozze verranno celebrate, con rito civile, nel 1990, officiante il sindaco socialista di Milano Paolo Pillitteri, cognato di Craxi. Testimoni degli sposi, Bettino e Anna Craxi, Confalonieri e Gianni Letta.
     
     
     

     
    December 03

    ubriaco canta amore

    Ubriaco canta amore
     
    È una notte senza luna
    ubriaco canta amore
    alla fortuna
    Senza freddo e senza pane
    ubriaco canta amore
    alle persiane
    Seduto sull'asfalto che fuma
    sembra un tempo da Medioevo
    qualcuno dice che è un pazzo
    un altro dice che non è nessuno
    Per la gente nervosa in attesa del lieto fine
    chi mangia solo terra e acqua
    è un errore da digerire!
    È una notte senza luna
    ubriaco canta amore
    alla fortuna
    Senza freddo e senza pane
    ubriaco canta amore
    alle persiane
    Lui sa di avere ragione
    sa di essere felice e sulla sua pelle nera
    scrive un nome di vernice
    Alla gente distratta in attesa del lieto fine
    lui risponde con il vento
    "Io sono il più contento"
    È una notte senza luna...

     

    Bandabardò


    December 01

    ke giustizia di schifo

    REGGIO CALABRIA - Da immigrata clandestina ha denunciato lo stupro della figlia e adesoo si ritrova con una condanna ad otto mesi di reclusione e la mannaia del decreto di espulsione dal territorio italiano che incombe sul suo domani. La legge italiana non le dà scampo, né alternative: appena la sentenza diverrà definitiva, la giovane madre di nazionalità macedone sarà espulsa dall'Italia. Così come prevede la "Bossi-Fini".
    Il dramma di Suzana J., quarantenne originaria dell'ex Jugoslavia, esplode in una serata di fine settembre. Rientra a casa, un appartamentino fatiscente della cintura periferica di Reggio Calabria, e trova la figlia, appena tredicenne, distrutta dal dolore. Era appena stata violentata da un parente, che le aveva strappato anima e corpo. La ragazzina racconta tutto alla madre. Si sfoga, piangendo a dirotto. Si dispera, ma ricorda il terrore patito. La madre ascolta, mentre il corpicino della ragazzina porta ancora i segni della violenza subita. Suzana J. decide accompagnarla in ospedale, perché quella bimba necessita di un sostegno medico. I sanitari degli Ospedali Riuniti constatano la violenza sessuale subita dalla ragazzina. Un referto scarno che, però, finisce inevitabilmente sulla scrivania dei poliziotti del Posto fisso del nosocomio cittadino. C'è una denuncia da sporgere, c'è un'indagine da avviare. Suzana J. tira fuori un gran coraggio e racconta tutto alla polizia. Spifferando, innanzitutto, nome e cognome del parente violentatore.
    La donna è però costretta ad autodenunciarsi, a rammentare che lei è un'immigrata clandestina, con un decreto di espulsione a firma del questore di Reggio Calabria che non ha rispettato. Avrebbe dovuto lasciare la Calabria e l'Italia da alcuni mesi e non l'aveva fatto.
    Suzana J., di fonte a un dramma di tale portata, pensa di cavarsela. Calcola il rischio, forse se ne infischia: sceglie la priorità, il desiderio di giustizia verso chi ha violentato la figlia di appena tredici anni. Dal dramma alla beffa il passo è breve. La giustizia italiana porta proprio lei, Susanna J., in Tribunale.
    Ieri si è presentata davanti al giudice monocratico del Tribunale di Reggio Calabria, Tommasina Cotroneo, ed ha chiesto grazia, giustizia, comprensione. Ha raccontato la sua odissea e quella della figlia, che da quella serata di terrore è ospite di un casa famiglia per minori disagiati dell'hinterland di Reggio Calabria; ha denunciato l'uomo che avrebbe violentato la figlia; ha spiegato al giudice che la sua vita di stenti ed espedienti in riva allo Stretto le sembrava il paradiso rispetto all'inferno vissuto in patria, in Macedonia. Il Tribunale deve, però, decidere su un altro capo di imputazione. Come evidenzia il pubblico ministero bisogna decidere sulle accuse rivolte a un'extracomunitaria clandestina che non ha osservato un decreto di espulsione.
    Suzana j. incassa le attenuanti generiche, ma viene condannata ad otto mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali. Pena sospesa, naturalmente. Fino alla decisione d'appello, al cui giudizio si sono rivolti i suoi legali aspettando i tradizionali novanta giorni per il deposito dei motivi della sentenza. Gli stessi giorni che serviranno a Susanna J. per capire il prezzo altissimo del suo coraggio. Aver denunciato l'uomo che ha violentato la figlia aggrappandosi alla giustizia italiana.
     
    by il Quotidiano della calabria