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    March 27

    confronto per assurdo

    Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
    Testo approvato dall'Assemblea generale dell'ONU il 10 dicembre del 1948

     

    Dichiarazione Universale della sopraffazione delle coscienze

    Testo attuato dalla Criminalità Organizzata italiana, meglio nota come mafia

     

    Considerando che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti eguali e inalienabili costituisce il fondamento della libertà, della pace e della giustizia nel mondo

    Considerando che l’accumulazione di ricchezza e la realizzazione di alti profitti con minimi rischi costituiscono il fondamento del potere, della supremazia economica, del controllo del territorio e delle persone che lo abitano

     

    Considerando che il non riconoscimento e il disprezzo dei diritti dell'uomo hanno condotto ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani saranno liberi di parlare e di credere, liberati dal terrore e dalla miseria, è stato proclamato come l'aspirazione più alta dell'uomo;
    Considerando che il non riconoscimento e il disprezzo dei diritti dell’uomo sono strumentali al conseguimento di illeciti e facili guadagni e al mantenimento del potere necessario per esercitare supremazia sulle leggi e sullo Stato. Considerando che tutto ciò, pur offendendo le coscienze vigili ispirate alla libertà di partecipare, non scuote invece quelle disilluse dalla storia e dalle istituzioni, quelle emarginate dallo sviluppo, soggiogate e oppresse dal bisogno di chiedere per ottenere o per sopravvivere o quelle assoggettate alla paura

     

    Considerando che i diritti dell'uomo siano protetti da un regime di diritto per cui l'uomo non sia mai costretto, in supremo ricorso, alla rivolta contro la tirannia e l'oppressione

    Considerando che i diritti dell’uomo possono essere puntualmente elargiti per concessione, piuttosto che essere riconosciuti solo sulla carta, e che tutto ciò è capace di generare un consenso che oggi non è più in competizione con lo Stato ma è dentro lo Stato medesimo

     

    Considerando che nella Carta dei popoli le Nazioni Unite hanno proclamato di nuovo la loro fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne, e che si sono dichiarati decisi a favorire il progresso sociale e a instaurare le migliori condizioni di vita nella libertà più grande;
    Considerando che gli Stati-Membri si sono impegnati ad assicurare, in cooperazione con l'Organizzazione delle Nazioni Unite, il rispetto universale ed effettivo dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali

    Considerando che le leggi del paese, la Costituzione proclamano il valore e la dignità della persona e la libertà del cittadino e che spesso tali concetti sono lontani dalla vita quotidiana  di intere regioni. Considerato che in queste stesse regioni affermare con ogni mezzo nuove regole che stabiliscano un ordine alternativo, anche se illegale, al promesso e denegato progresso economico, industriale, risulta appetibile e conveniente

     

      Considerando che una concezione comune di questi diritti di libertà è della massima importanza per assolvere pienamente a tale impegno

    Considerando che una concezione comune di questi diritti è facilmente attaccabile se essi non possono essere concretamente rivendicati e che dunque tali contesti sono altamente appetibili per ambiziose oligarchie senza troppi scrupoli, giunte oggi ad avere monopolizzato ogni potenziale di sviluppo, piegandolo esclusivamente ai loro illeciti interessi.

     

     L'Assemblea generale proclama la presente Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo come l'ideale comune da raggiungere da tutti i popoli e da tutte le nazioni affinché tutti gli individui e tutti gli organi della società, tenendo sempre presente allo spirito tale dichiarazione, si sforzino, attraverso l'insegnamento e l'educazione, di sviluppare il rispetto di tali diritti e libertà e di assicurarne, attraverso misure progressive di ordine nazionale e internazionale, il riconoscimento e la applicazione universale ed effettiva, sia fra le popolazioni degli Stati-Membri stessi, sia fra quelle dei territori riposti sotto la loro giurisdizione

     Opera così la mafia italiana (Cosa Nostra siciliana, ‘Ndrangheta calabrese, Camorra campana, Sacra Corona Unita pugliese), fenomeno che attanaglia le regioni del Sud Italia che ha come fondamento comune  una collettività guidata da gruppi di persone, uniche destinatarie di rispetto, con prerogativa di dominio sulle coscienze e controllo sul territorio e sulle ricchezze in esso producibili o in esso transitabili. Una comunità in cui nessuno capisca, nessuno senta, nessuno parli, in cui i diritti siano favori da chiedere con devozione e paura, in cui ribellarsi  non sia vietato ma assolutamente  poco raccomandabile, in cui le leggi e le istituzioni facciano fatica ad affermare la propria presenza, in cui uno sviluppo, non proveniente da traffici illeciti, da atti di sopruso e di illegalità ma  frutto di lavoro onesto, non sia ammesso. Una comunità avvolta nel silenzio e vinta dall’omertà.


    Tutto ciò premesso ecco come la mafia, e in riferimento ai diritti economici e sociali (artt 23/25) il fenomeno del lavoro sommerso non legato ad essa, traducono i contenuti della DUDU nelle nostre società

     

      Art.1 - Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti

    Nessuno essere umano ha dignità se non si piega alla mentalità mafiosa

     

    Art.2 - Ognuno può valersi di tutti i diritti e di tutte le libertà proclamate nella presente dichiarazione, senza alcuna distinzione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, d'opinione politica e di qualsiasi altra opinione, d'origine nazionale o sociale, che derivi da fortuna, nascita o da qualsiasi altra situazione

    Ognuno può valersi di tutti i diritti e di tutte le libertà proclamate nella presente dichiarazione nella misura in cui ciò non contrasti con gli interessi della criminalità organizzata. Restano fuori, non potendosene valere, dunque, i cittadini onesti e costretti a rischiare tutto per rimanere tali e non convivere con essa

     

    Art.3 - Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della sua persona.

    La vita, la libertà, la sicurezza sono subordinate alla silente e complice connivenza. Sono circa settecento le persone la cui libertà è stata negata, la sicurezza non garantita e la vita barbaramente spezzata per non aver accettato il compromesso mafioso. 700 sono le vittime  della mafia, giudici, giornalisti, poliziotti, imprenditori, cittadini,  per cui questa Dichiarazione è stata barbaramente e, spesso impunemente, stracciata

     

    Art.4 - Nessuno potrà essere tenuto in schiavitù né in servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi sono proibiti in tutte le loro forme

    L'essere umano potrà essere oggetto di commercio se ciò favorirà il conseguimento di un profitto. La tratta di essere umani finalizzata allo sfruttamento del lavoro e della prostituzione rappresenta una filiera dell’economia criminale a volte  non direttamente gestita da gruppi criminali italiani ma comunque dagli stessi tollerata. Nel 2004 la prostituzioni e le armi hanno prodotto un profitto pari a 4.600 miliardi di euro, su un totale di 35.700 miliardi di euro di fatturato annuo della sola ‘Ndrangheta.

    Art.5 - Nessuno sarà sottoposto a tortura né a pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti

    Art.9 - Nessuno può arbitrariamente essere arrestato, detenuto né esiliato.

    La tortura e la detenzione segreta e arbitraria sono praticate quando rese necessarie dalle circostanze. Lo sono state per il piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito di Cosa Nostra Mario Santo Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido a soli 12 anni nel 1996, dopo due anni di prigionia. Lo sono state quando la mano della ’Ndrangheta sequestrava e teneva segregate a scopo estorsivo, tra i monti dell’Aspromonte, 147 persone.

     

      Art. 7 - Tutti sono uguali di fronte alla legge ed hanno diritto - senza distinzione - ad un'eguale protezione da parte delle legge.

    Tutti sono uguali di fronte alla leggi, purchè non siano mafiosi. Costoro sono immuni e non possono essere toccati. Chi lo ha fatto, ha pagato con la vita, come i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi da Cosa Nostra, nel 1992.

     

    Art.8 - Ogni persona ha diritto ad un ricorso effettivo davanti alle competenti giurisdizioni nazionali contro atti che violano i diritti fondamentali riconosciutile dalla Costituzione o dalla legge.

    Art.10 - Ogni persona ha diritto - in piena eguaglianza - a che la sua causa sia ascoltata equamente e pubblicamente da un tribunale indipendente e imparziale , che deciderà sia dei suoi diritti e dei suoi obblighi, sia del fondamento di qualunque accusa in materia penale, rivolta contro di essa.
    Tutti i cittadini hanno diritto di ricorrere al tribunale e alle legge per difendersi dalla mafia, anche se essa è molto più avanti di tutto ciò. La legislazione antimafia italiana, per quanto tra le migliori nel panorama legislativo internazionale, ancora non è sufficiente per contrastare il fenomeno e assicurare i componenti dei clan mafiosi alla giustizia. Ciò è, in gran parte, dovuto alla grande capacità di adattabilità, di infiltrazione e trasformazione della criminalità organizzata e, dunque, alla complessità della conduzione delle indagini, dell’individuazione dei responsabili e del loro effettivo arresto. Tutto ciò viola la presente Dichiarazione anche perché favorisce l’impunità ed è causa di denegata giustizia per le vittime. Anche in materia di risarcimento, il fondo istituito non è sufficiente per soddisfare l’alto numero di domande conseguenti all’alto numero di reati di stampo mafioso perpetrati. Molti omicidi di mafia non hanno responsabili e le denunce contro ignoti si spengono con un’archiviazione. Altra causa dell’impunità è rappresentata dallo scarso numero di denunce. Lo Stato non garantisce sufficiente sicurezza ai cittadini che decidono, o vorrebbero decidere, di porsi contro il malaffare.

     

      Art. 12 - Nessuno sarà oggetto di ingerenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza , né di lesioni al suo onore ed alla sua reputazione. Ogni persona ha diritto alla protezione della legge contro simili ingerenze e lesioni.

    Art.13 - 1) Ogni persona ha diritto di circolare liberamente e di scegliere la propria residenza

    Art.25 - 1) Ogni persona ha diritto ad un livello di vita sufficiente ad assicurare la salute e il benessere suo e della sua famiglia

    Ogni persona ha diritto al rispetto della privacy, alla pace e alla serenità familiare, alla libertà di movimento nella propria città purchè soddisfi sempre e puntualmente le richieste della mafia e non arrechi ad essa alcun pregiudizio economico.

    Le intimidazioni e le minacce con cui si afferma l’autorità mafiosa, e che spesso precedono gli omicidi di chi non si piega o dei suoi familiari, sono finalizzate a condizionare la quotidianità di intere famiglie allo scopo di detenerne il controllo attraverso la paura. Ecco come tali diritti diventano concessioni subordinate all’accettazione del sopruso o del compromesso mafioso.

     

    Art.17 - 1) Ogni persona, tanto sola quanto in collettività, ha diritto alla proprietà; 2) Nessuno può arbitrariamente esser privato della sua proprietà

    Art.22 - Ogni persona, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale; ha la facoltà di ottenere soddisfazioni dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità e al libero sviluppo della sua personalità, grazie allo sforzo nazionale ed alla cooperazione internazionale, tenuto conto dell'organizzazione e delle risorse dei singoli paesi.

    Ogni persona ha diritto a cogliere i frutti del proprio lavoro, senza intromissioni. Solo i Clan della zona possono avanzare richieste che devono essere accolte e prontamente soddisfatte. Sono essi che concedono di lavorare e produrre in un territorio che appartiene a loro e, dunque, essi stessi chiedono un riconoscimento.

    Vincenzo Grasso, commerciante di Locri (RC), è stato ucciso dalla ‘Ndrangheta nel 1989 dopo avere resistito per 7 anni a richieste estorsive e avere denunciato le intimidazioni cui era sottoposto, quale titolare di un’attività commerciale nella locride. Nella città di Reggio Calabria il 70%  degli esercizi commerciali (Fonte: Confesercenti 2006) corrisponde alle famiglia mafiose del luogo il cosiddetto “pizzo” per potere continuare ad esercitare senza rischiare l’incendio del negozio o la propria vita. Le denunce, al confronto di questo dato allarmante, continuano a rimanere di quantità esigua. Come può esercitarsi il diritto di proprietà  o di iniziativa economica imprenditoriale se ciò richiede il placet e la sovrattassa mafiosa?

    Al confronto di chi ha perso la vita per avere difeso l’onestà della propria attività commerciale, la ‘Ndrangheta ha fatturato, nel solo 2004, un volume di affari pari a quasi 36 miliardi di euro. Le voci sono quelle del traffico internazionale di droga con la complicità dei cartelli colombiani (22.300 miliardi di euro), appalti pubblici e compartecipazioni in imprese (4.700 miliardi di euro), usura  e racket (4.100 miliardi di euro), traffico di armi e prostituzione(4.600 miliardi di euro).

     

    Art.19 - Ogni individuo ha diritto alla libertà d'opinione e d'espressione, il che implica il diritto di non venir disturbato a causa delle proprie opinioni e quello di cercare, ricevere e diffondere con qualunque mezzo di espressione, senza considerazione di frontiere, le informazioni e le idee.

    Art.20 - 1) Ogni persona ha il diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica; 2) Nessuno può essere costretto a far parte di una associazione.

    Art.27 - 1) Ogni persona ha il diritto di partecipare liberamente alla vita culturale della comunità

    La libertà di espressione, di opinione, di manifestazione del proprio pensiero, di partecipazione e promozione ad attività culturali non deve arrecare danno o pregiudizio agli affari della mafia. Questa è l'unica condizione, osservata la quale, essa può essere esercitata “pienamente”.

    9 maggio 1978 Peppino Impastato, di famiglia mafiosa, viene ucciso da Cosa Nostra  per avere rotto il silenzio e l’omertà denunciando, attraverso giornali, attività culturali varie e la satira della sua radio Aut, le connivenze tra mafia e politica locale. La sua libertà di espressione è stata sedata e il suo corpo dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani.

     

    Art.21 - 1) Ogni persona ha diritto di partecipare alla direzione degli affari pubblici del suo paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente eletti; 2) Ogni persona ha diritto ad accedere, in condizioni di uguaglianza, alle cariche pubbliche del proprio paese; 3) La volontà del popolo è il fondamento dell'autorità dei poteri pubblici; questa volontà dev'essere espressa con elezioni serie, che devono aver luogo periodicamente, a suffragio universale uguale e con voto segreto o seguendo una procedura equivalente, che garantisca la libertà del voto.

    Ogni persona ha il diritto di esprimere il proprio voto in occasione delle elezioni, scegliendo tra chi promette, essendo capace di mantenere. Nessuno è più affidabile dei mafiosi.

    La partecipazione è un valore della democrazia ma è anche un patrimonio che non si spreca. C’è da chiedersi quale dovrebbe essere l’affidamento a questo valore della collettività laddove si assiste, come nella sola regione Calabria nel decennio 1995/2006, allo scioglimento per infiltrazioni mafiose di 32 consigli comunali.

     

    Art.23 - 1) Ogni persona ha diritto al lavoro , alla libera scelta del suo lavoro, a condizioni eque e soddisfacenti di lavoro e alla protezione contro la disoccupazione; 2) Tutti hanno diritto, senza discriminazione, ad un salario uguale per lavoro uguale; 3) Chi lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente , che assicuri a lui ed alla sua famiglia un'esistenza conforme alla dignità umana e integrata, se opportuno, da ogni altro mezzo di protezione sociale; 4) Ogni persona ha diritto di fondare con altri dei sindacati e affiliarsi a dei sindacati per la difesa dei suoi interessi.

    Art.24 - Ogni persona ha diritto al riposo e allo svago, in particolare ad una ragionevole limitazione della durata del lavoro ed a vacanze periodiche pagate

    Art.25 - 1) Ogni persona ha diritto ad un livello di vita sufficiente ad assicurare la salute e il benessere suo e della sua famiglia , specialmente per quanto concerne l'alimentazione, l'abbigliamento, l'alloggio, le cure mediche e i servizi sociali necessari; ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, di malattia, d'invalidità, di vedovanza, o negli altri casi di perdita dei propri mezzi di sussistenza in seguito a circostanze indipendenti dalla sua volontà; 2) La maternità e l'infanzia hanno diritto ad un aiuto e ad un'assistenza speciali.Tutti i bambini, nati sia nel matrimonio sia fuori del matrimonio, godono della medesima protezione sociale.
    Tutti gli individui hanno diritto ad essere sfruttati, a non avere pensione, né possibilità di assentarsi per malattia o maternità. Tutto ciò solo per potere, in qualunque modo e a qualunque condizione, lavorare.

    Attraverso un'indagine dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre effettuata basandosi sui dati forniti dagli organi ispettivi del ministero del lavoro, dell’Inps e dell’Inail è stato possibile individuare la distribuzione geografica della così detta "economia sommersa". Dal primo gennaio al trenta novembre del 2007 sono ben cinquantasei mila i lavoratori in nero individuati, mentre 22.500 aziende in tutto il paese lavorano nella totale irregolarità. Le regione che detengono il primato sono Campania, Calabria e Sicilia.

    Una stima parla di circa un miliardo 254 milioni 502 mila euro di contributi evasi (16 febbraio 2008 www.strill.it)

     

    Art.30 - Nessuna disposizione della presente Dichiarazione può essere interpretata come implicante, per uno Stato, un gruppo o un individuo, un qualsiasi diritto di dedicarsi ad una attività o di compiere un'azione mirante alla distruzione dei diritti e delle libertà qui enunciate.

    La criminalità organizzata oggi rappresenta un fenomeno diffuso e radicato, infiltrato nella politica nazionale e nelle amministrazioni locali, ben collocato a livello internazionale. Dunque la sua qualificazione potrebbe rientrare tra i gruppi parastatali, violatori di diritti umani in un determinato territorio, laddove essi stessi godano anche di impunità in ragione di legami di corruzione con le istituzioni e di un regime di omertà imposto alla comunità.

     

    Se il libero sviluppo di un territorio è considerato strumentale al rispetto dei diritti fondamentali degli individui che lo abitano e che in esso risiedono

    Se l’art 2 dello statuto del movimento richiama la presenta Dichiarazione come riferimento per eccellenza della sua attività di ricerca e sostegno alle vittime

    Se la violazione dei diritti in essa consacrati richiamano l’attività del Movimento, fondato per sollecitarne il pieno rispetto

    Se la criminalità organizzata, come questo sintetico prospetto tenta di dimostrare, è in grado di calpestare quotidianamente l’individuo e le sue legittime aspirazioni

    Siano i fenomeni del lavoro nero e della criminalità organizzata oggetto di particolare e specifica attenzione da parte del Segretariato Internazionale e del movimento tutto e rientrino, in tale ottica, anche la salvaguardia dell’ambiente, diritto umano fondamentale pregiudicato dal traffico di

    rifiuti tossici, anch’esso gestito dalla malavita organizzata specie tra le coste del sud Italia e dell'Africa.

    IGNORARE CHE LA MAFIA VIOLI I DIRITTI UMANI EQUIVALE A NEGARE I DIRITTI STESSI.

    CHI SI ASSUME QUESTA RESPONSABILITA’ E PERCHE’?

     

    March 11

    hobsbawm

    Il triste paradoso della fine del ventesimo secolo è che, sotto tutti i criteri possibili del benessere e della stabilità sociali, vivere in un’area socialmente retrograda ma strutturata tradizionalmente come l’irlanda del nord, nonostante la disoccupazione e venti anni di ininterrotta guerra civile, è meglio ed è più sicuro che vivere nella maggior parte delle grandi città del Regno Unito

     

    Eric Hobsbawm

     

     

    March 10

    fini non è abbastanza fascista...vado con silvio!

    Pdl, scoppia il caso Ciarrapico
    Fini critico, Bossi: "Via dalle liste"

    Fiamma Nierenstein: "Sono incompatibile con chi non rinnega il fascismo"


    ROMA - "Mai rinnegato il fascismo". Diventa un caso la candidatura di Giuseppe Ciarrapico nel Pdl. L'imprenditore, in un'intervista a Repubblica, non ha nascosto le sue note simpatie per Mussolini. Parole che hanno provocato dure reazioni, nel Pd ma anche nel Pdl. Pesante quella di Gianfranco Fini, a cui Ciarrapico aveva rivolto sprezzanti critiche: "Ho già detto quello che dovevo dire a suo tempo (un riferimento indiretto a quando il leader di An definì il fascismo "il male assoluto", ndr)", per poi scaricare la scelta su Forza Italia: "Fosse dipeso da noi...". Poi in serata, dopo una precisazione dell'imprenditore romano che definisce "non rispondente al suo pensiero" l'intervista e si dichiara "fedele alla Repubblica e alla democrazia", smorza i toni: "Correzione opportuna". Ma la correzione non basta certo a Umberto Bossi che chiede: "Faccia un passo indietro". Ed è dura è anche la reazione di Fiamma Nierenstein: "Ho visto il coraggio di Fini che andava a chiedere scusa a Gerusalemme, ma io sono antifascista e non sono compatibile con nessuno che non dica di rinnegare il fascismo".

    Anche la reazione del Pd chiama direttamente in causa Berlusconi: "Visto che Ciarrapico non rinnega il fascismo, il Cavaliere rinnegherà la candidatura di Ciarrapico? - si chiede il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, candidato nel Lazio - Un partito che si richiama alla parola libertà non può portare in Senato un convinto sostenitore della dittatura fascista".


    Ma lui non si scompone, e a Bossi risponde: "Idee sue". E in effetti le parole di Ciarrapico lasciano poco spazio al dubbio. "Il fascismo mi ha dato sofferenze e gioie. Mai rinnegato, mai confuso, mai intorpidita la mente da pensieri sconclusionati e antistorici" si legge nell'intervista a Repubblica. Ed ancora, a proposito delle foto di Mussolini che campeggiano in alcune redazione di giornali editati da Ciarrapico: "E' bellissimo, c'è ovunque". Poi la correzione serale: "Lasciamo il giudizio agli storici, io non ho mai nascosto le mie simpatie giovanili. Il mio pensiero è stato travisato".

    "E' la scoperta dell'acqua calda: i fascisti ci sono ancora e trovano ospitalita' li' dove non dovrebbero trovarla" taglia corto Victor Magiar, scrittore ed esponente delle comunita' ebraiche italiane. Storia nota le simpatie dell'imprenditore per il Ventennio. A ricordarle ci pensa Vincenzo Cerami scrittore, autore e responsabile Cultura del Pd: "Non va dimenticato che Ciarrapico, oltre a stare scrivendo la biografia di Starace, come lui stesso rivendica nell'intervista, ha pubblicato anni fa come editore l'opera omnia di Mussolini. Questa è la cultura del Partito del Popolo della Libertà".

    E proprio sulla deriva a destra del Pdl torna a insistere il vicesegretario del Pd Dario Franceschini: "Berlusconi ha riempito le sue liste di ogni cosa: prima Fini, la Mussolini e poi Ciarrapico, che si è detto orgoglioso di essere fascista. Penso che i moderati e le persone per bene faranno fatica ad accettare questo spostamento a destra irreversibile e inarrestabile da parte del Pdl".

    Mentre Alfredo Reichlin, dirigente del Pd, che ha presieduto la commissione per il manifesto dei valori del Pd, sottolinea il ruolo deciso della memoria "su ciò che il fascismo ha significato per il nostro paese. E' un messaggio che è necessario arrivi soprattutto ai più giovani, affinchè esternazioni come quelle di Ciarrapico non passino come nulla fosse".

     

    Repubblica.it


    March 08

    mobilitazione

    le manifestazioni che hanno successo non sono necessariamente quelle che mobilitano il maggior numero di persone, ma quelle che attirano il maggiore interesse tra i giornalisti. Con appena un po' di esagerazione si potrebbe dire che cinquanta persone intelligenti, che con un pò di iniziativa di successo ottengono cinque minuti in TV, possono avere un effetto politico paragonabile a quello di mezzo milione di dimostranti.
     
    Pierre Bourdieu (1994)
    March 07

    calabresi

     
    07/03/2008

    SEI CALABRESE SE...

    SEI CALABRESE SE…..

    > • sei calabrese se pur nn avendo un lavoro e un euro in tasca offri il caffè al bar ai tuoi amici!
    > • sei calabrese quando ti lamenti sempre della tua città e quando sei fuori la vanti come se fosse il paese delle meraviglie!!!
    > • sei calabrese se quando vivi fuori, almeno 1 volta al mese ricevi il pacco che ti manda tua madre da giù con tutte le cose tipiche!
    > • sei calabrese se ami la tua terra e ti fai le vacanze nei tuoi posti di mare
    > • sei calabrese se, pur vivendo al Nord da dieci anni, non hai perso una virgola del tuo meraviglioso accento!!( puru ca tutti ti pijjianu po' culu!)
    > • sei calabrese se trovi un portafoglio per terra e ti futti tutti li sordi..(e puru u borsellinu si è bonu)
    > • sei calabrese se parcheggi la macchina in quinta fila e dopo ti lamenti pure perché ti hanno fatto la multa
    > • sei calabrese se per fare 100 metri prendi la macchina!!!!
    > • sei calabrese se già quando hai un anno sai ballare la tarantella e suonare il tamburello
    > • sei calabrese se hai la marmitta modificata e i neon blu nella macchina
    > • sei calabrese se vai allo stadio con la macchina piena di gente vestita amaranto, con la sciarpa dietro Forza Reggina, e canti CHI NON SALTA MESSINESE E'!!
    > • sei calabrese se abiti in un paesino di 4000 abitanti e conosci tutti
    > • sei calabrese se ad ogni rumore che senti ti affacci a vedere chè è successo
    > • sei calabrese se parli con tutti e gridi anche se la persona a cui parli ti sta a 10 cm di distanza
    > • sei calabrese se vai al militare perché non sai che fare del tuo futuro
    > • sei calabrese se dopo 3 ore che conosci una persona la inviti a Reggio per le vacanze estive
    > • sei calabrese se parcheggi la macchina ai parcheggi abusivi e per te è tutto normale
    > • sei calabrese se al parcheggiatore abusivo dai 50 cent quantu mi to cacci davanti
    > • sei calabrese se trovi normale vedere 3 ragazzi che vanno in giro tutti su uno scooter
    > • sei calabrese se almeno una volta nella vita sei stato raccomandato!!!
    > • sei calabrese se quando vai in macchina alzi la musica a palla
    > • sei calabrese se commenti quello di prima con la frase:KI ZARRU!!
    > • sei calabrese se quando incontri fuori dalla calabria un tuo concittadino che nn avevi mai cagato in città,ci parli come se usciste insieme da una vita!
    > • sei calabrese quando dici di non essere permaloso e ti incazzi ad ogni appunto che ti fanno!
    > • sei calabrese quando vivi al nord e almeno una volta al giorno ti viene nostalgia della tua terra e della sua gente!
    > • sei calabrese se ridi anche nelle situazioni drammatiche e fai divertire la gente
    > • sei calabrese se vai al Nord per lavorare per la tua famiglia
    > • sei calabrese se ti fai in quattro per fare un favore ad un amico
    > • sei calabrese se lavori a nero pure tutta la vita
    > • sei calabrese se passi l'estate tra disco e sagre di paese
    > • sei calabrese se il sabato sera vai a ballare solo se hai gli omaggi
    > • sei calabrese se hai sempre un sorriso e un consiglio per gli amici
    > • sei calabrese se ti chiamano "terrone" al Nord e non ti offendi, anzi…
    > • sei calabrese se hai un soprannome che ti danno gli amici del paese
    > • sei calabrese se in estate la prima volta che ti abbronzi, ti ustioni e spelli
    > • Ma sei calabrese soprattutto quando non ti vergogni della tua terra e ricordi sempre il luogo dove sei nato. Quando la esalti per il mare e la buona cucina, il sole caldo anche d'inverno, per l'ospitalità della gente e per tutte le bellezze che la rendono una terra splendida!!!
     
    ORGOGLIOSI DI ESSERE CALABRESI..e sei anche calabrese se dopo aver letto questa e-mail non vedi l'ora di mandarla a tutti gli amici e magari a farne una copia da appendere in camera

    March 06

    10 motivi per non votare

    10 motivazioni per non votare:
     
    1)perchè con l'attuale sistema elettorale non puoi nemmeno scegliere chi far salire, sei costretto a dare un voto a scatola chiusa. Basta pensare all'attuale scontro tra radicali e PD sugli "eletti sicuramente". Che libertà abbiamo?
    2)perchè non c'è attualmente differenza tra le politiche del PD e del PDL. Sono esattamente due grosse lobby di potere il cui unico obiettivo è stare nella stanza dei bottoni.
    3)per spingere anche i partiti di sinistra ad assumere degli atteggiamenti diversi, di lotta e per fargli capire che non possono continuare così. Servono nuove analisi politiche, nuova cultura politica.
    4)perchè non esiste il male minore. Il male minore è quello che riesci a riconoscere forse...quello che si nasconde dietro apparenze buoniste è forse il male peggiore.
    5)perchè nell'attuale campagna elettorale non ho sentito parlare ancora una volta di temi, di idee e di proposte. E' una campagna elettorale americana basta sul volto più bello. Non è questa la politica
    6)perchè votando legittimi un sistema massonico, fatto di inciuci e di conflitti di interessi. Legittimi chi è attualmente al potere.
    7)perchè votando ti rassegni ad accettare un sistema politico di MERDA
    8)perchè se vogliamo cambiare l'italia non dobbiamo seguire le regole imposte dai nostri leader massonici, ma dobbiamo fare una lotta pacifica ma forte...basata sulle idee e sulla protesta
    9)perchè non dobbiamo pensare che votando abbiamo fatto il nostro dovere e poi ci laviamo le mani...questa è la crisi della politica...la democrazia si conquista con la partecipazione quotidiana!
    10)perchè il peggior tiranno non è colui che ti leva via tutto subito ma chi ti abitua a non avere niente lentamente.
     
    March 04

    non voto

    Comunicato politico numero 1
     
    Ho deciso di NON VOTARE!
     
    in seguito le motivazioni
     
    :)