federico's profilesiamo REALISTI, esigiamo...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    June 29

    bastardi fascisti

    ROMA - Tre ragazzi feriti, due auto dei carabinieri danneggiate, un militare contuso. Questo il bilancio della notte di paura vissuta al termine di un concerto della Banda Bassotti nel parco di Villa Ada, a Roma. Una spedizione punitiva, compiuta da militanti - circa 150, raccontano i testimoni - del movimento di estrema destra "Forza Nuova", che si sono presentati in colonna gridando "Duce! Duce!", con i volti coperti da caschi, armati di bastoni, catene e coltelli. A farne le spese sono stati tre ragazzi. Fra questi, uno è stato colpito da un'arma da taglio, l'altro ferito al capo. Numerose le persone sotto shock: nel parco c'erano anche famiglie con bambini. La Banda Bassotti, storica formazione del "combat rock" romano, è nota per l'impegno sociale e la militanza politica di sinistra.

    A raccontare la dinamica dell'accaduto, a Repubblica Tv, è Luca Bracci, direttore artistico di "Roma incontra il mondo", manifestazione dell'Estate Romana nell'ambito della quale si è esibita la Banda Bassotti. "Il concerto era finito, quattrocento persone se n'erano già andate, quando mi hanno chiamato i membri della band, che stavano salendo in macchina su via Salaria. Mi hanno detto che stava arrivando una colonna di fascisti, alcuni con il coltello in mano".

    "Ci siamo sbrigati, siamo riusciti appena in tempo a chiudere il cancello interno - spiega Bracci - ma quelli, arrivati all'ingresso, hanno cominciato a lanciare petardi e bombe carta, inneggiando al Duce e gridando slogan fascisti. All'interno si è creato il panico, l'area non è grande, c'erano ancora circa mille persone".

    Poi, i fascisti si sono allontanati, i cancelli sono stati riaperti e qualcuno ha iniziato a uscire. A quel punto gli aggressori sono passati all'attacco, che è andato avanti per almeno mezzora. I carabinieri sono intervenuti immediatamente ma hanno faticato per riportare la calma. "Erano agguerriti, è chiaro - spiega ancora Bracci - che si è trattato di un'aggressione organizzata, in una zona dove sono presenti numerosi covi di estrema destra: già in passato sono comparse scritte antisemite sui negozi di Viale Libia e Viale Somalia".

    La manifestazione "Roma incontra il mondo" è iniziata da dieci giorni, "e già tre volte - racconta l'organizzatore - erano state gravemente danneggiate le macchine degli spettatori, vetri rotti, gomme bucate. tant'è vero che proprio ieri sera erano venuti due ispettori della polizia per cercare di capire come mettere riparo alla situazione. Poi, visto che era tutto tranquillo, verso mezzanotte se n'erano andati".

    Quanto accaduto è di "incredibile gravità", ha detto il sindaco di Roma, Walter Veltroni: "Gruppi di teppisti armati di spranghe e bombe-carta, nascosti nell'ombra all'uscita e al grido di 'Viva il Duce' hanno premeditatamente aggredito ragazze e ragazzi. Fatti del genere non debbono accadere in questa città. Va evitato in ogni modo che chiunque accenda spirali di violenza". Veltroni si augura che "le forze dell'ordine riescano a individuare i colpevoli dell'aggressione e ad assicurarli immediatamente alla giustizia, e che "da parte di tutte le forze politiche giunga subito una nettissima e inequivocabile condanna verso queste forme di delinquenza e violenza".

    "Ferma condanna" dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, che sottolinea "il dovere di isolare chi vuole riportare a un passato che i romani hanno superato da anni". Di "sconcerto" parla il presidente della federazione romana di Alleanza nazionale, Gianni Alemanno: "Un fatto preoccupante, che rischia di rinnescare una spirale di violenza tra i giovani. Dobbiamo fare il possibile per evitare che questi episodi delinquenziali assumano valenza politica".
     
    Attenzione al Fascio...Apriamo gli occhi compagni!!!


    June 28

    il sipario si chiude

    Basta!
    Lo spettacolo è finito e il sipario si chiude....
    ahahhha
    proprio bello sarebbe...e invece...un po come Alex è costretto a guardare quei filmati veramente brutti dell'amata ultraviolenza...ma le gocce...il dottore e tutto l'ambiente intorno fa venire la nausea...
    costretto a guardare quando non vorresti...costretto ad essere libero e uomo per bene...perchè nelle difficoltà l'unica soluzione è stare uniti...si uniti...ma non fondersi...omologarsi...tutti uguali e disprezzanti verso il diverso...
    ahahaha
    ma cosa rido?il tornare al passato fa scoprire nuove realtà...e la sintesi potrà avvenire?
    quando gli iceberg si sciolgono le montagne diventano sempre più grandi..forti...non si può certo immaginare di scalfirle....
    quindi miei cari...il sipario si chiude...lo spettacolo è finito...
    la montagna non la voglio scalfire più!
    ne la voglio scalare
    ne nemmeno voglio stare a dormirci sotto aspettando che arrivi qualcosa dal cielo...
    no....
    mi allontano dalla montagna...
    tante altre cose avrei voluto dire..ma i flussi son belli quando scorrono...e siccome l'intervento è frazionato e come se una bella diga si è piantata...e allora con ancor più decisione e ancor meno cervello vi saluto
     
    June 27

    l'insostenibile leggerezza (pesantezza) dell'essere

    Ieri passando da un blog (ecco il link  http://missyjuliet5.spaces.live.com ) ho riletto dei bellissimi pezzi estrapolati dal fantastico libro di Kundera "L'insostenibile leggerezza dell'essere".
    Li riporto qui...spero piacciano e facciano riflettere così come (ormai sempre più raramente  ) è capitato a me
     

    "Non si può mai sapere cosa si deve volere perchè si vive una vita soltanto

    e non si può né confrontarla con le proprie vita precedenti, né correggerla nelle vite future.

    Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore,

    perchè non esiste alcun termine di paragone.

    L'uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazione"

     

    "fare l'amore con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse ma quasi opposte.

    L'amore non si manifesta col desiderio di fare l'amore ( desiderio che si applica a una quantità infinita di donne)

    ma con il desiderio di dormire insieme ( desiderio che si applica a un'unica donna )."

     

    "Soltanto il caso può apparirci come un messaggio.

    Ciò che avviene per necessità, ciò che è atteso, che si ripete ogni giorno, tutto ciò è muto.

    Soltanto il caso ci parla."

     

    "Il sogno non è soltanto una comunicazione, ma anche un'attività estetica, un gioco dell'immaginazione, che è di per sé un valore.

    Il sogno è la prova che immaginare, sognare ciò che non è accaduto, è tra i più profondi bisogno dell'uomo."

     

    "La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere.

    La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta,

    è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.

     

    La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza.

    Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle,

    ci si vuole abbandonare a essa. Ci si ubriaca della propria debolezza,

    si vuole essere ancor più deboli, si vuole cadere in mezzo alla strada, davanti a tutti,

    si vuole stare in basso, ancora più in basso."

     

    "Gli estremi significano i confini oltre i quali la vita termina, e la passione per l'estremismo, in arte come in politica, è un desiderio di morte mascherato."

     

    "Ci sono cose che si possono realizzare solo con la violenza. L'amore fisico è impensabile senza violenza."

     

    "...per una donna che non riesce mai a star ferma, l'idea che la sua fuga debba fermarsi per sempre è insopportabile."

     

    "Che cos'è la civetteria? Si potrebbe dire che è un comportamento che mira a suggerire

    la possibilità di un'intimità sessuale, senza che questa possibilità appaia come certezza. In altri termini :

    la civetteria è una promessa di coito non garantita."

     

    "Le metafore sono pericolose. L'amore comincia con una metafora.

    ...l'amore comincia nell'istante in cui la donna si iscrive con la sua prima parola

    nella nostra memoria poetica." 

     

    "Non era affatto sicuro di agire bene, ma era sicuro di agire come voleva"

    June 24

    perso

    occhi gonfi e pieni di sonno...sorriso beato...ke non ride ma non pensa..ne ragiona...riflette!!!
    anima danzante al ritmo di quella musica ke pizzica il cuor...
    sgocciola sgocciola sgocciola...sudore che bagna tutto in una notte umida...
    e col sangue 100%etilico che scorre veloce...rosso!!!
    beato pensi e tristeggi....
    pensi specchio di un'anima riflessa...
    nutella..panna...in un cornetto...sublimano!!
    profondamente perso!
    June 22

    a zacinto

      A ZACINTO

      Né più mai toccherò le sacre sponde
      ove il mio corpo fanciulletto giacque,
      Zacinto mia, che te specchi nell'onde
      del greco mar da cui vergine nacque

      Venere, e fea quelle isole feconde
      col suo primo sorriso, onde non tacque
      le tue limpide nubi e le tue fronde
      l'inclito verso di colui che l'acque

      cantò fatali, ed il diverso esiglio
      per cui bello di fama e di sventura
      baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

      Tu non altro che il canto avrai del figlio,
      o materna mia terra; a noi prescrisse
      il fato illacrimata sepoltura.

    June 20

    la questione morale

    "I partiti non fanno più politica. I partiti hanno degenerato e questa è l'origine dei malanni d'Italia. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un "boss" e dei "sotto-boss". La carta geopolitica dei partiti è fatta di nomi e di luoghi.
    I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c'è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente... Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le "operazioni" che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un'autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.
    Molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano.
    I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della Nazione; e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l’operato delle istituzioni.
    La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell'Italia d'oggi, fa tutt'uno con l'occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt'uno con la guerra per bande, fa tutt'uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude.
    Il consumismo individuale esasperato produce non solo dissipazione di ricchezza e storture produttive, ma anche insoddisfazione, smarrimento, infelicità.
    Quando si chiedono sacrifici al Paese e si comincia con il chiederli ai lavoratori, mentre si ha alle spalle una questione come la P2, è assai difficile ricevere ascolto ed essere credibili. Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l'operazione non può riuscire." E.B. 1981
    Dal Blog di Beppe Grillo
    June 19

    cathc a tiger by the toe

    Avete visto il nuovo spot della JEEP COMPASS???
    Bè se non l'avete fatto basta cliccare qui...
     
    c'è una canzone di sottofondo che recita:
     

    Eeny, meeny, miny, moe
    Catch a tiger by the toe
    If he hollers let him go,
    Eeny, meeny, miny, moe.

    Niente di sensazionale, se non fosse che la filastrocca è la versione modificata di una nenia risalente al periodo della secessione americana, il cui testo originale era ben più crudele:

    Eenee, Meenee, Mainee, Mo!
    Catch a nigger by the toe!
    If he hollers let him go!
    Eenee, Meenee. Mainee, Mo!
    You-are-It! "

     

    Abominevole....

    June 16

    Gay-Pride

    La bandiera della laicità

    MICHELE SERRA


    Manifestanti del Gay Pride

    Se oggi potessi essere a Roma andrei al Gay Pride. E non per solidarietà "da esterno" a una categoria in lotta. Ci andrei perché, da cittadino italiano, riconosco nei diritti degli omosessuali i miei stessi diritti, e nell'isolamento politico degli omosessuali il mio stesso isolamento politico. Ci andrei perché la laicità dello Stato e delle sue leggi mi sta a cuore, in questo momento, più di ogni altra cosa, e ogni piazza che si batta per uno Stato laico è anche la mia piazza. Ci andrei, infine e soprattutto, perché, come tantissimi altri, sono preoccupato e oramai quasi angosciato dalle esitazioni, dalla pavidità, dalla confusione che paralizzano, quasi al completo, la classe dirigente della mia parte politica, la sinistra.

    Una parte politica incapace di fare proprio, senza se e senza ma, il più fondante, basilare e perfino elementare dei princìpi repubblicani: quello dell'uguaglianza dei diritti. L'uguaglianza degli esseri umani indipendentemente dalle differenze di fede, di credo politico, di orientamento sessuale. Ci andrei perché ho il fondato timore che la nuova casa comune dei democratici, il Pd, nasca mettendo tra parentesi questo principio pur di non scontentare la sua componente clericale (non cattolica: clericale. I cattolici sono tutt'altra cosa).

    Ci andrei perché gli elettori potenziali del Pd hanno il dovere di far sapere ai Padri Costituenti del partito, chiunque essi siano, che non sono disposti a votare per una classe dirigente che tentenni o peggio litighi già di fronte al primo mattone. Che è quello della laicità dello Stato. Una piazza San Giovanni popolata solamente da persone omosessuali e transessuali, oggi, sarebbe il segno di una sconfitta. Le varie campagne clericali in atto tendono a far passare l'intera questione delle convivenze, della riforma della legislazione familiare, dei Dico, come una questione di nicchia.

    Problemi di una minoranza culturalmente difforme e sessualmente non ortodossa, che non riguardano il placido corso della vita civile di maggioranza, quella della "famiglia tradizionale". Ma è vero il contrario. L'intero assetto (culturale, civile, politico, legislativo) dei diritti individuali e dei diritti di relazione riguarda il complesso della nostra comunità nazionale. La sola pretesa di elevare a Modello una sola etica, una sola mentalità, una sola maniera di stringere vincoli tra persone e davanti alla comunità, basta e avanza a farci capire che in discussione non sono i costumi o il destino di una minoranza. Ma i costumi e il destino di tutti.

    Ci andrei perché dover sopportare gli eccessi identitari, il surplus folkloristico e le volgarità imbarazzanti di alcuni dei manifestanti è un ben piccolo prezzo di fronte a quello che le stesse persone hanno dovuto pagare alla discriminazione e al silenzio. E i peccati di orgoglio sono comunque meno dannosi e dolorosi delle umiliazioni e dell'autonegazione. E se la piazza dovesse essere dominata soprattutto da questi siparietti, per la gioia di cameraman e cronisti, la colpa sarebbe soprattutto degli assenti, che non hanno capito che piazza San Giovanni, oggi, è di tutti i cittadini. Se ci sono pregiudizi da mettere da parte, e diffidenze "estetiche" da sopire, oggi è il giorno giusto.
    Ci andrei, infine, perché in quella piazza romana, oggi, nessuno chiederà di negare diritti altrui in favore dei propri. Nessuno vorrà promuovere un Modello penalizzando gli altri. Non sarà una piazza che lavora per sottrazione, come quella rispettabile ma sotto sotto minacciosa del Family Day. Sarà una piazza che vuole aggiungere qualcosa senza togliere nulla.

    Nessuna "famiglia tradizionale" si è mai sentita censurata o impedita o sminuita dalle scelte differenti di altre persone. Nessun eterosessuale ha potuto misurare, nel suo intimo, la violenza di sentirsi definire "contro natura". Chi si sente minacciato dall'omosessualità non ha ben chiaro il concetto di libertà. Che è perfino qualcosa di più del concetto di laicità
    .
    June 15

    i diritti umani

    Il rappresentante cinese all'Unesco (lo studioso ateo e comunista Chung-Sho Lo), nel 1948 tradusse, con difficoltà ed imbarazzo, nel suo idioma ideogrammatico l'espressione "diritti dell'uomo" usando la seguente perifrasi prolissa, ma di grande efficacia (per la tradizione culturale confuciana) e profondità (per l'onestà dello sforzo ermeneutico compiuto):
     "il Cielo ama il popolo ed il sovrano deve obbedire al Cielo"
     
    A. Spadaro
    June 14

    le radici e le ali

    Dobbiamo cercare di creare un nuovo modello di società seguendo due concetti metaforici: le radici e le ali.
    le radici di una storia di solidarietà, di tolleranza e di giustizia sociale; le ali perché, davanti ad un mondo che cambia, dobbiamo avere il coraggio di cambiare quanto deve essere cambiato, affinché quei principi, quei valori, quella tensione ideale possano riprodursi e restare attuali in un mondo che si evolve.
     
     
    rivisitazione di un discorso del prof. Stefano Zamagni
    June 13

    La macelleria Diaz

    G8, Fournier: "Sembrava una macelleria"
    "Non dissi nulla per spirito di appartenenza"

    GENOVA - "Sembrava una macelleria messicana": è con queste parole che Michelangelo Fournier, all'epoca del G8 del 2001 a Genova vicequestore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma, descrive quello che vide al momento dell'irruzione nella scuola Diaz. Una descrizione ben diversa da quella che Fournier, uno dei 28 poliziotti imputati per la vicenda, fornì inizialmente. "Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza", ha confessato oggi in aula a Genova, rispondendo alle domande del pm Francesco Cardona Albini.

    Nelle dichiarazioni rese inizialmente da Fournier ai pubblici ministeri Zucca e Cardona Albini, il poliziotto aveva raccontato di aver trovato a terra persone già ferite e non pestaggi ancora in atto.

    "Arrivato al primo piano dell'istituto - ha detto - ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana".

    "Sono rimasto terrorizzato e basito - ha spiegato - quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: 'basta basta' e cacciai via i poliziotti che picchiavano", ha raccontato ancora Fournier.

    Sollecitato dalle domande del Pm Cardona Albini, ha aggiunto: "Intorno alla ragazza per terra c'erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze".


    Fournier ha poi raccontato di aver assistito la ragazza ferita fino all'arrivo dei militi con l'aiuto di un'altra manifestante che aveva con sè una cassetta di pronto soccorso. "Ho invitato però la giovane - ha raccontato - a non muovere la ragazza ferita perché per me la ragazza stava morendo".

    Fournier però ha anche cercato di ridimensionare in parte le responsabilità dei poliziotti: "Sicuramente nella scuola c'erano persone che hanno fatto resistenza, issato barricate, per cui non mi sento di dare la patente di santità a tutti gli occupanti dell'istituto". "Non posso escludere in modo assoluto che qualche agente del mio reparto abbia picchiato", ha detto ancora.

    In merito poi all'episodio del vice questore Troiani, il poliziotto che avrebbe portato le due bottiglie molotov nella scuola, come prova a carico dei 93 no global, poi arrestati, Fournier ha raccontato di aver visto il collega vicino alla camionetta con addosso il casco del Reparto Mobile di Roma. "Casco e cinturone del nostro reparto - ha spiegato - erano stati distribuiti in occasione del G8 anche ad altri reparti mobili".

    Amnesty International

     Cari tutti,
    ecco un piccolo atto rivoluzionario.
       Dite alle vostre zie che Amnesty è nata per salvare alcuni studenti,
    proprio come voi, imprigionati solo perchè brindavano alla libertà.
       Dite ai vostri vicini che i loro bimbi, senza Amnesty, non avrebbero
    mai conosciuto la storia della Gabbianella e del Gatto, perchè chi ha
    scritto quella storia è stato liberato grazie anche ad Amnesty.
        Dite ai vostri colleghi che l'immagine che più rappresenta l'Attivista
    di Amnesty, è l'uomo, solo ed inerme, davanti al carrarmato...
        E poi ditegli di donare il 5 X 1000 ad Amnesty, perchè grazie a questi fondi che Amnesty può continuare la sua lotta!
     
    codice fiscale: 0303 111 05 82

    dimissioni indegni

    Dopo gli scandali delle intercettazioni Unipol-Ds vi è un'unica cosa ragionevole da fare da parte di D'Alema, La Torre e Fassino:
    DIMISSIONI!!!
     
    queste persone devono lasciare i loro incarichi istituzionali nonostante non vi sia una responsabilità penale, perchè la responsabilità politica di tali colloqui con i furbetti del quartiere è enorme e gravissima.
    Ma....che succede in Italia?
    Ovviamente nessuno si dimette ne pensa minimamente di farlo...
    L'informazione pagata e assoggetata ai poteri politici ed economici attacca la magistratura che pubblica le intercettazioni...
    E...dulcis in fundo...i due Poli corrotti e truffaldini si mettono daccordo per approvare una legge a larga maggioranza per impedire che altre intercettazioni vengano pubblicate!
     
    C'è poco da dire...Tra mortadella e Berlusca mi tocca ammetterlo...ahimè...era meglio Berlusca...almeno ti sentivi di sinistra e avevi la libertà di criticarlo e di opporti...ora invece?ti rendi conto che anche quelli della tua stessa parte non sono meglio...
    June 11

    Padre Alex Zanotelli

    Solo una Chiesa povera può parlare, prechè non ha paura di perdere nulla. Altrimenti deve star zitta e basta!
     
     
    (A. Zanotelli)
    June 08

    La nuova (o vecchia) P2

     
    Ho letto sul Blog di Beppe grillo l'esistenza di questa lobby di potere, Il gruppo BIlderberg, che opera ormai dal 1952...penso non si possa rimanere indifferenti a tutto ciò!
    Il web è una risorsa grande per avere accesso alla conoscenza, impariamo e poi agiamo...non rimaniamo indifferenti!!!
    Fate girare a tutti questi 2 link
     

    e diamogli il gelato al bambino!

    La protesta di Buttiglione:
    voglio il gelato alla buvette

    di FILIPPO CECCARELLI


    Un gruppo di parlamentari ha chiesto di aggiungere il gelato ai prodotti serviti nella buvette del Senato

    SEMBRA uno scherzo, o una insidiosa provocazione dell'antipolitica. Ma è vero: al Senato, adesso, vogliono anche il gelato. Così ieri, a nome di un nutrito gruppo di parlamentari, il senatore Rocco Buttiglione, filosofo dell'Udc, e la senatrice Albertina Soliani, prodiana emiliana, hanno scritto ai questori di Palazzo Madama una lettera che merita di essere riportata nella sua concisa integrità documentale.

    E dunque: "Ci rivolgiamo a voi con una richiesta di miglioramento della qualità della vita in Senato. La buvette non è provvista di gelati. Noi pensiamo che sarebbe utile che lo fosse e siamo certi di interpretare in questo il desiderio di molti. E' possibile provvedere? Si tratterebbe di adeguare i servizi del Senato alle esigenze della normale vita quotidiana delle persone. In attesa di riscontro, porgiamo cordiali saluti".

    E' bene a questo punto che si conoscano anche i nomi dei senatori-questori che prima o poi dovranno respingere o accogliere l'istanza, magari regolamentandola nelle sue molteplici varietà: ghiacciolo, coppetta, cassata, cono, cornetto, granita, sorbetto, affogato e biscottone. Si tratta quindi del senatore Gianni Nieddu, Ulivo; del senatore Romano Comincioli, Forza Italia; e della senatrice Helga Thaler, autonomista sud-tirolese. Che la coscienza del loro ruolo li ispiri, per una volta, nel senso che riterranno più consono al bene comune. Amen.

    Nel frattempo, varrà la pena di considerare come quella che in un celebre studio affidato alla buonanima di Giovanni Malagodi veniva cautamente definita "la condizione del parlamentare" sia oggi diventata, sic et simpliciter, "la qualità della vita dei senatori". Ma soprattutto colpisce, nella sollecitazione gelatiera e bipartisan, una parola che getta una piccola luce sulla faccenda: "il desiderio".

    Ecco forse la bramosa chiave di volta per comprendere come, al di là di un facile e scontato moralismo, diversi rappresentanti della volontà popolare abbiano smarrito il senso stesso del loro operato, e ormai non si rendano più conto dell'effetto - per non dire la ricaduta simbolica - che suscitano certe loro pretese.

    Molto semplicemente: desiderano, anzi desiderano troppo, non pongono tanti limiti alle loro voglie. Nel caso specifico alla loro gola. E' un fatto che richiama l'essenza corporea e primordiale del potere; un'impellenza biologica che non viene nascosta perché connessa al rango, allo status, al privilegio di ostentare il proprio appetito. Ai senatori piace il gelato: e lo vogliono. Slurp! Qui e ora. Slurp! slurp! Magari non immaginano che uscire dal Palazzo, farsi due passi a piazza Navona potrebbe anche fargli bene; magari non riescono nemmeno a capire come rispetto a un innocente gelatino si possano tirare in ballo questioni così alte. Pare di sentirli: eh, quante storie!

    E' un'unica, drammatica storia, in realtà, quella dello snaturamento, della degenerazione, della deboscia delle assemblee elettive all'insegna di Bengodi. Tanto più irrilevanti le Camere sul piano politico, quanto più ornamentali, confortevoli, opulente, agognate.

    Il Senato, in particolare. Perché prima del gelato i senatori hanno chiesto e ottenuto le settimane gastronomiche regionali, e poi quelle dedicate alle province. Il collezionista dispone di fantastici comunicati ufficiali emessi nei momenti più delicati sulle degustazioni dell'agro pontino, "la seconda giornata sarà abbinata alla carne di bufala bianca", oppure un dovizioso banchetto palermitano a conclusione del quale il presidente Musotto ha fatto presente uno slogan promozionale che a dire il vero lì dentro rischiava di suonare un po' così: "Mangio sicuro, mangio meglio".

    A metà marzo il presidente Marini ha concesso la sala degli atti parlamentari al primo corso di sommelier per senatori. Montecitorio risponde con i prodotti agricoli di qualità certificata. Chi vuole il lardo, chi lo squacquerone, chi i fichi caramellati e chi i torcinelli. Buttiglione e la Soliani, dopo tutto, sono in buona compagnia. La deriva eno-gastronomica si fa anche dolciaria, ma non è dolce per niente il futuro delle istituzioni rappresentative.
    June 07

    ma che andiamo a votare a fare...it's revolution time!!!

    ROMA - Un video su Repubblica Tv racconta i misteri delle ultime elezioni di Palermo. Illustra gli errori e i brogli alle elezioni amministrative, le sparizioni, le decine di verbali rigorosamente e desolatamente in bianco, la delusione di chi, candidato, aveva votato per sé portando in sezione tutta la famiglia e nell'urna non ha trovato neanche un voto a suo nome. Autrice è Dina Lauricella che per giorni ha viaggiato nelle circoscrizioni e all'ufficio centrale di Palermo, ha filmato e intervistato elettori delusi e candidati insoddisfatti di entrambi gli schieramenti derubati di voti, navigando tra burocrazia e denunce, tra ricorsi e inchieste, tra avvocati e cittadini scorati, fotografando immagine dopo immagine i voti perduti, cambiati, i verbali corretti, imbiancati, incollati.

    E proprio questo pomeriggio il governo risponderà all'interpellanza presentata da Leoluca Orlando, candidato sindaco sconfitto, e da altri cinquanta parlamentari su possibili brogli alle ultime elezioni che hanno rinnovato il consiglio comunale e visto vincere a Palermo il forzista Diego Cammarata tra 50mila schede bianche e nulle.

    Proteste e denunce che non arrivano solo da esponenti dell'Unione, ma anche da candidati vicini a Forza Italia che hanno visto sparire i loro voti, quelli sicuri, quelli che proprio loro avevano messo nell'urna. Neanche fosse un film di Totò. "Ero venuto a votare con la mia famiglia. Nel mio seggio alla fine per me non c'era neppure un voto, neppure quello sicuro che mi ero dato io", dice scandalizzato Pietro Garofalo, candidato della lista Vizzini per Palermo del centro destra.
    Voti certi, voti spariti ma non solo. "Anch'io ho controllato, nel mio seggio era scomparso persino il mio di voto senza contare che in decine di verbali non c'era il mio nome, o era sbagliato, in alcuni ero diventata addirittura un uomo", sbotta Cristina Matranga della lista di Orlando.

    Ma se chi ha votato ha visto il suo voto sparire nel nulla, c'è anche chi è stato respinto alla porta e non ha potuto neanche provarci ad esprimere la sua preferenza. Come racconta nel filmato Michele che quando si è presentato al seggio 395, documenti alla mano, ha avuto un'amara sorpresa: "Qualcuno aveva già votato al posto mio, mi hanno detto che avevo già votato e che quindi non c'era nulla da fare". Tranne scoprire chi era il sosia.

    Uno nessuno e centomila. Voti che appaiono, scompaiono e si moltiplicano in favore di un candidato piuttosto che un altro. Come nel caso in cui si è scoperta stranamente l'identica grafia su oltre 260 schede di elettori diversi che quindi, a rigore di logica e di legge, dovrebbero avere una scrittura non simile. A meno che a vergarle non sia stata la stessa mano consegnandole già pronte al pigro elettore.
    June 04

    altruismo

    Gary Becker, premio nobel per l'economia e co-fondatore della scuola di Chicago, da questa definizione dell'atruismo
     
    "L'altruismo non è altro che un egoismo mascherato o un egoismo illuminato, cioè non gretto"
     
    Riflettete...anche se io non condivido!
    June 03

    e ora vediamo!

    Ora ho finalmente le possibilità!
    Dipende da me!